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BEHIND STUDIO30: Guida al rebranding | Seconda parte

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Se sei qui per caso da un link di ricerca comincia a leggere questa guida dall’inizio:

Ecco il link alla Prima parte

E questo è il link alla Terza parte

Parte 2: Soluzione e naming

Soluzione

La soluzione è stata quella di un rebranding totale cambiando naming e marchio aziendale, inoltre sono state create tre sub-aziende per ogni specifico step che a loro volta sono racchiuse dall’azienda madre. In più è partito un progetto a lungo termine per il blog aziendale su cui convergeranno notizie, tutorial, curiosità e molto altro.

Questa strategia ramificata permette all’azienda un miglior posizionamento di tutti i suoi servizi fruibili per ogni tipologia di cliente, ciascuno con problemi differenti.

Dividendo i servizi e creando un sito dedicato per ognuno di essi, il cliente ha più probabilità di trovare uno di questi servizi che risponde alle sue esigenze, sia in tutte e tre le fasi o anche solo dove il richiede di intervenire, quindi per esempio solo nel campo dell’ implementazione bim o nella comunicazione o nella gestione del facility management.

L’azienda diventa così un vero e proprio team collaborativo dove ognuno si occuperà del proprio step a seconda del campo interessato, garantendo così al cliente professionalità e l’affiancamento di un esperto del campo sempre presente.

Naming

Per naming si intende lo studio nel campo del marketing riguardo la scelta dei nomi dei prodotti, dei servizi e delle aziende. Il nome costituisce la memoria stessa di un prodotto e di un’azienda e ne definisce il posizionamento, questo inoltre, attraverso l’individuazione di un nome vincente, può determinare il successo o il fallimento di un business. Una scelta errata o superficiale, infatti, può essere causa di equivoci e può riflettersi negativamente sulle vendite del prodotto e sull’immagine dell’azienda.

Esistono alcune “regole” (definite allla fine degli anni ‘30 dal pubblicitario Alex F. Osborne) che è opportuno seguire durante le sedute di brainstorming per un naming efficace:

  • Non bisogna valutare i nomi creati: la censura e la critica subentreranno in una fase successiva;
  • è importante la quantità dei nomi prodotti: maggiore è la base di partenza e migliore sarà il risultato finale. La qualità in questo caso dipende dalla quantità;
  • mettere da parte logica, metodo e ragione a favore dell’associazione di idee e dell’intuizione: l’approccio razionale rischia di precludere strade creative che possono rivelarsi geniali;
  • nessuna idea è stupida: i nomi apparentemente fuori luogo o ridicoli possono portare per associazione di idee a risultati positivi e interessanti.

Successivamente al brainstorming si potrà procedere alla scelta e alla valutazione di varie proposte facendo attenzione che il naming rispetti alcune di queste caratteristiche:

  • opta sempre per un naming corto e facile da ricordare;
  • trova una soluzione orecchiabile e facile da pronunciare indipendentemente dalla lingua;
  • rimanda a una particolarità del servizio/prodotto;
  • fai in modo che il naming faccia capire in quale settore merceologico si colloca puntando comunque all’originalità e all’autenticità del naming;
  • fai attenzione che il tuo naming abbia un dominio web libero;
  • fai in modo che il tuo naming rispetti le caratteristiche socio-‐culturali di ogni Paese e non generi ambiguità di significato (nel caso di servizio o prodotto internazionale);
  • tieni presente anche a come il naming può essere sviluppato successivamente da chi si occuperà del logotipo o del marchio.

Ritornando al mio caso, si è scelto di adottare come azienda madre il nome Studio 30. Il naming in questione rimanda alle caratteristiche del brand senza però essere troppo espliciti, a differenza del pay off “CreativEngeneering” che delimita il campo in cui si posiziona, ossia ingegneria e comunicazione.

Studio 30 è stato scelto per due motivi principali che si legano con la storia aziendale, il 30 infatti non è un numero qualsiasi ma corrisponde sia al numero civico in cui è situato lo studio, sia all’età in cui il CEO ha fondato l’azienda.

Per i servizi subordinati a Studio 30 e al blog aziendale, invece, si è optato per un naming descrittivo. I nomi scelti infatti sono studiati per essere semplici ed efficaci nella loro chiarezza.

I nomi scelti sono:

  • Ubim Smart Built per implementazione, consulenza, gestione di processi BIM;
  • Ufm checker per gestione e manutenzione in real-time di modelli BIM;
  • Ubrand aeco per comunicazione, marketing, grafica specializzata per il mondo aeco;
  • Ublog per il blog aziendale.

Avendo come focus principale il cliente, il servizio che si offre e la coerenza e continuità del percorso che si prefigge la mission aziendale si è aggiunta una U che abbrevia l’inglese you/your, in italiano “tu/il tuo”. Questa scelta è stata fatta per dare un tono confidenziale, ma anche per rimanere sempre e comunque concentrati sul progetto: il tuo progetto bim, il tuo facility management, il tuo brand.

La U inoltre ha il compito di filo conduttore nel processo progettuale, questa infatti viene ripetuta a ogni servizio per dare un senso di coerenza e continuità del percorso proposto al cliente.

Ogni nome infine (tranne per Ublog) ha un suo payoff associato, che come nel caso di Studio 30, delimita e descrive il campo del mercato in cui si posiziona.

Vuoi sapere come sono riuscito a sviluppare i loghi di questo case study?

Tranquillo la prossima parte verrà pubblicata giovedì prossimo!

Intanto puoi dare un’ occhiata al progetto su behance.

Mattia Landolfo
Graphic Designer
@Ubrand Agency

 

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