Firmato il decreto BIM: il futuro degli appalti nella Pubblica Amministrazione

Il tanto atteso Decreto BIM è stato firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e così anche in Italia il BIM fa un balzo in avanti. L’obbligo per l’applicazione di quanto legiferato scatterà dall’1 gennaio 2019, avanzando sulla base di un dettagliato cronoprogramma.

Con l’entrata in vigore del decreto, infatti, scatterà dal 2019 l’obbligo per le stazioni appaltanti di prevedere l’utilizzo del BIM per tutti i lavori di importo superiore a cento milioni. Progressivamente poi, fino al 2025, l’obbligo verrà esteso agli appalti di scaglioni di importo inferiori fino a introdurre tale modalità in tutto il sistema dei lavori pubblici.

In breve cosa è il Decreto BIM?

È il testo chiave per la digitalizzazione della gestione degli appalti nella PA italiana. È stato redatto da una commissione guidata dal provveditore alle Opere pubbliche di Emilia Romagna e Lombardia, l’ing. Pietro Baratono, e successivamente sottoposto a una consultazione di operatori ed esperti che si è chiusa a inizio luglio 2017. Il testo, nella prima versione, fissa l’uso obbligatorio del BIM, innanzitutto per i lavori complessi, e via via per tutti gli altri.

L’adozione del BIM, secondo il Decreto, sarà modulata per step, come scrivevamo sopra. Si comincerà con le opere di importo superiore a cento milioni. Si passerà poi – dal primo gennaio 2020 – alle opere di importo superiore a 50 milioni. Dal primo gennaio 2021 l’obbligo riguarderà anche le opere oltre 15 milioni. E progressivamente si arriverà al primo gennaio 2025, quando anche le opere sotto il milione saranno sottoposte all’obbligo, eccezion fatta per quelle residenziali e non caratterizzate da particolari problematiche di sicurezza.

Ma la PA è pronta per questo passo? Lo stesso Ing. Baratono ha evidenziato che ci sono stazioni appaltanti come il provveditorato della Lombardia ed Emilia Romagna, ANAS, ITALFERR che sono molto avanti e stanno compiendo un grande sforzo sia in termini organizzativi che di preparazione del personale per andare incontro alle novità del Decreto. Sono state inoltre avviate iniziative formative gratuite per i tecnici della PA per prepararsi.
Resta però un’incognita: i costi. Molte Amministrazioni, Comuni in testa, hanno sollevato il dubbio che gli investimenti chiesti dal provvedimento per software e hardware siano troppo onerosi nella fase iniziale.

Ecco l’intervista di Ingenio all’ing. Baratono sul decreto BIM

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